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Una spettacolare prova cui è stata sottoposta la nostra città. Strade blindate, poliziotti in varie divise, staff di accoglienza ovunque. In una giornata calda e luminosa.

I ministri sorpresi dalla bellezza del centro storico, del panorama sul golfo, della spiaggia sotto casa.

E dentro questo scenario le polemiche nostrane.

Per il governo regionale è stata una occasione in cui presentare ufficialmente la richiesta di una nuova macro-regione insulare – Sardegna, Corsica, Baleari – finalizzata al riconoscimento dello status di territori ultraperiferici, in modo da ottenere un trattamento speciale in Europa. Un tentativo che in passato non ha avuto successo, al di là di generici riconoscimenti dello svantaggio derivante dall’insularità.

La procedura di infrazione contro gli incentivi alle compagnie low cost, che ha frenato Ryanair e altri vettori, è la dimostrazione del fatto che i problemi causati dall’Europa non derivano tanto dalla moneta unica quanto dalle regole sulla concorrenza, che favoriscono le aree forti e comprimono quelle più deboli. Non ci è riconosciuto il diritto di compensare gli svantaggi subiti dalle imprese che investono in Sardegna, soprattutto quelli conseguenti ai costi di trasporto o a quelli energetici. L’attribuzione dello status di regione ultraperiferica permetterebbe di superare questi vincoli.

Andrà a buon fine la richiesta?

È giusto sperare che l’aver fatto fronte comune tra diverse realtà europee possa ottenere un risultato positivo. Ma è comunque realistico sottolineare che la strada è lunga e difficile, perché sarà necessario superare la barriera dei rispettivi governi nazionali – Italia, Francia, Spagna – e poi quella ancora più alta della Commissione Europea. Staremo a vedere.

Non è mancata la voce di chi ha denunciato la debolezza della Giunta Regionale su questi temi, che stonerebbe con l’enfasi data all’evento del G7. Si è detto che è stata una occasione mancata e che i risultati dell’incontro non toccheranno minimamente la nostra isola.

Io mi permetto di dire che un vertice internazionale in Sardegna può fare solo bene e che è auspicabile che ve ne siano altri in futuro. L’effetto promozionale credo non possa essere messo in discussione e ogni polemica debba essere collocata in altri tempi ed altre sedi.

Il confronto con il governo statale e con le strutture dell’Unione Europea è difficilissimo per chiunque. Occorrerebbe più coesione istituzionale per sgretolare il muro dell’indifferenza che abbiamo sempre incontrato a Roma e a Bruxelles.