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Come annunciato al momento del rinvio, a settembre riprende il confronto sulla proposta di legge sullo ius soli. Il PD ribadisce la necessità di approvazione del testo prima della sessione di bilancio, nonostante i richiami alla prudenza fatti da numerosi esponenti di sinistra, che hanno ben presente la delicatezza del problema in un periodo così prossimo alle elezioni politiche.

Non sappiamo, per ora, se concretamente si arrivi alla discussione e al voto in parlamento. In ogni caso è utile riprendere la questione, alla luce di quanto è accaduto questa estate sul tema dell’immigrazione.

Negli ultimi mesi, infatti, la politica del governo ha mostrato una imprevedibile svolta, coincisa con l’iniziativa assunta dal Ministro degli Interni Minniti. La formulazione di un codice di comportamento delle ONG che operano nel Mediterraneo in soccorso dei migranti, l’azione diplomatica condotta in Libia con le autorità locali per sostenere i controlli della polizia libica, gli accordi con gli stati dell’Unione Europea a Parigi, costituiscono una importantissima novità. Stiamo constatando più respiro nel complesso meccanismo della accoglienza, diminuzione nel numero degli sbarchi, maggior credibilità agli occhi dei partner europei.

La questione delle migrazioni rimane centrale, ma può essere affrontata oggi con più calma, non sotto l’influsso dell’emergenza in cui si viveva alcuni mesi fa. Soprattutto, si può ragionare sapendo che non tutto è inevitabilmente da subire: si può fare qualcosa, se le autorità politiche affrontano il problema sulla base non di uno schema ideologico, ma di una realistica lettura del fenomeno.

Resta aperta e attuale, in questo contesto, la necessità di chiarire i presupposti della integrazione tra le diverse etnie, le condizioni irrinunciabili a cui legare l’accoglienza degli stranieri, le connessioni con il nostro sistema occupazionale e con quello educativo.

Tanti stranieri sono oggi presenti in mezzo a noi e non possiamo nè sottovalutare l’allarme sociale che si è diffuso nè ignorare la questione di fondo su cui si gioca il presente e il futuro della nostra civiltà: l’identità del nostro popolo.

Non si tratta di una astrazione, di una idea, di un gioco per intellettuali. E’ la questione più concreta che ci sia. E non riguarda solo il problema degli immigrati.

Su questo punto si misura la buona politica. Da questo punto si deve partire per scoprire nuove strade, nuovi progetti, nuove proposte.

Giorgio La Spisa