Seleziona una pagina

Siemens dice addio al cartellino: si può Lavorare anche a casa. E la pubblica amministrazione?

Dopo sette anni di sperimentazione, i dipendenti del colosso tedesco in Italia potranno decidere d’intesa con l’azienda se e quando andare in azienda o lavorare dalla propria casa, dopo aver accompagnato i figli a scuola o aver svolto altre attività familiari.

Si chiama “smart working”il modello che tende a rendere più flessibile lo svolgimento del proprio lavoro, puntando più sulla qualità ed efficienza che sulla quantità di ore certificate sulla tradizionale postazione. Azienda e sindacato hanno siglato un accordo importante e innovativo, sul presupposto della maggiore responsabilità cui corrisponde una maggiore produttività. Si stabiliscono obiettivi da raggiungere e si verifica il risultato, non si perde tempo a controllare ore o minuti mancanti.

Se lo fa un privato, lo può fare anche una pubblica amministrazione?

Sì. È possibile, anche se va sperimentato gradatamente. Il comune di Cagliari, attraverso il suo assessore al personale Danilo Fadda, ha avviato questa fase limitatamente ad una parte dello staff. Sarà interessante valutare l’impatto concreto in termini sia di produttività sia di migliore qualità della vita dei lavoratori, in particolare per quelli che hanno la necessità di coniugare lavoro e famiglia.

I benefici potrebbero essere molti. Per l’amministrazione si avrebbe la possibilità di avere prestazioni preziose anche da persone che, gravate da impegni familiari, spesso utilizzano tutti gli strumenti consentiti dalle norme per giustificare la propria assenza (malattia, permessi, ferie brevi, legge 104, maternità…). Nello stesso tempo si avrebbe un favorevole effetto secondario nella diminuzione del traffico cittadino e addirittura un risparmio su quelle voci retributive legate alla presenza sul posto di lavoro (buoni pasto, indennità varie).

È una prospettiva molto interessante da scrutare.

Giorgio La Spisa