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La questione europea è da alcuni anni nel cuore del dibattito politico.
La stessa sequenza di appuntamenti elettorali nei più importanti paesi del continente – Francia, Germania, Italia – è considerata da tutti come una prova del fuoco per la tenuta delle istituzioni nate dal Trattato di Roma del 1957.
Economia, moneta, immigrazione sono i principali punti all’ordine del giorno e non sono poche le voci di una possibile svolta a seguito dei nuovi assetti derivanti dal voto popolare. Il trattato di Maastricht e Il fiscal compact, l’integrazione bancaria, l’accordo di Dublino sulla gestione dei flussi migratori rimarranno come prima?
Ma soprattutto resterà senza effetto l’ondata euroscettica che ha soppiantato l’entusiasmo europeista dell’inizio del secolo?
È importante che su queste domande si rifletta seriamente, per evitare di prendere decisioni avventate o comunque non supportate da una reale corrispondenza con la realtà dei problemi.
Il compito non è affatto semplice. Ma proviamo a svolgerlo con pazienza e soprattutto con la voglia di capire fino in fondo le implicazioni delle scelte sulla moneta, sul fisco, sulle banche, sull’immigrazione. Proviamo. Non costa nulla se non un po’ di fatica e di vera curiosità.
Iniziamo dalle radici per poi arrivare ai rami e alle foglie. Per questo propongo di rileggere un testo che pochi hanno letto e che contiene spunti di un’ attualità impressionante, a più di dieci anni di distanza. Si tratta della lectio magistralis che il Cardinale Ratzinger fece a Roma, su invito del Senato della Repubblica, il 13 maggio 2004 (http://www.senato.it – Eventi del Senato Europa. I suoi fondamenti spirituali ieri, oggi e domani).
Riprendiamo a studiare e poi dialoghiamo senza paura!