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Si torna tra i banchi di scuola. Buon anno a tutti i ragazzi!

In Sardegna, quest’anno, sono 205.500.
Scuola dell’infanzia 26.294
Elementari 63.273
Medie 41.071
Superiori 74.862

L’anno scorso il totale era di 208.269 alunni.

Abbiamo quindi 2.269 ragazzi in meno: l’ 1,32%.

Dalla tabella che distingue secondo i diversi gradi di istruzione si capisce quale sia l’origine di questa costante diminuzione: il crollo demografico.

Se confrontiamo i dati dei cinque anni di elementari con quelli dello stesso numero di anni delle superiori, otteniamo una differenza di 11.600. Se dividiamo per 5 abbiamo come risultato una cifra analoga (2.320 per essere precisi). Possiamo quindi ragionevolmente concludere che la diminuzione è ormai costante.

Considerando le statistiche sull’andamento della popolazione, non si tratta evidentemente di una notizia sorprendente.

Sorprende invece che proseguano le polemiche sul dimensionamento della rete scolastica regionale da parte di sindacalisti e politici locali che fanno finta di ignorare il cuore del problema.

La spesa per l’istruzione in Italia è altissima, ma non è adeguata ai risultati educativi: abbandono scolastico e bassi livelli nei test OCSE.

Nel fare gli auguri ai nostri giovani e agli insegnanti, non possiamo fare a meno di ripetere che la questione educativa è centrale per la nostra civiltà e che bisogna affrontare il problema della qualità dell’offerta prima ancora di quello della quantità di edifici e strutture amministrative sul territorio.

Si parla da tempo della necessità di una legge regionale. Fino ad ora tutti i tentativi si sono scontrati con chi in realtà non vuole che cambi nulla, nell’incoscienza indifferente della gran parte dei rappresentanti in Consiglio Regionale.

Per il futuro, occorre prendere impegni per un serio intervento sul sistema educativo nel suo complesso, comprendendo la scuola e la formazione professionale.

Qualcuno vuole provarci?