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Tutti noi, credo, ci rendiamo conto di vivere oggi in un contesto culturale diverso da quello in cui siamo nati e cresciuti nella nostra gioventù e nella stessa maturità.
Lo sgretolamento delle certezze, più che un crollo fragoroso, sta rendendo nebbioso e grigio quello stesso orizzonte che un tempo si mostrava con tinte e lineamenti forti e contrastati.
L’indebolimento della fede cristiana vissuta in un popolo ha come effetto l’allentarsi anche dei legami umani e della stessa energia con cui si affrontano tutti i problemi dell’esistenza.
Questo vale per tutti i livelli della coesistenza umana: dalla famiglia alla comunità nazionale e da questa fino alle più complesse organizzazioni internazionali.
Se questo è l’effetto, quale è la causa?
Forse è proprio nel venir meno di un modo di pensare e di guardare la realtà, fondato sulle certezze che la ragione umana – coraggiosamente educata – è in grado di riconoscere. É il prevalere di un soggettivismo che è entrato nel nostro corpo, personale e sociale, come un virus o una radiazione letale.
Non possiamo, invece, fare a meno di un punto fermo su cui poggiare la vita, il lavoro, il sacrificio.
Chi ha avuto la fortuna di sperimentare l’esistenza di questo punto fermo, che è presente in una realtà storica incontrabile fisicamente, come è la Chiesa, con tutti i suoi limiti ma anche con la ineguagliabile ricchezza di esperienza, oggi ha un compito da svolgere con coraggio e tenacia.
Nel lavoro di tutti i giorni ma anche di fronte agli appuntamenti elettorali come quello del rinnovo del Parlamento, non ci possiamo nascondere.
Per questo motivo possiamo chiedere o suggerire un voto, una scelta di campo, pur nella incertezza dei tempi che viviamo.
In questa direzione vanno alcuni pronunciamenti ufficiali che in questi giorni segnaleremo.

http://www.lanuovabq.it/it/cattolici-uniti-nei-valori-lopzione-del-centrodestra